Non so voi come procedete quando avete bisogno di un chiarimento, vi sorge un dubbio, avete una curiosità su qualcosa. Io, come primissima opzione, cerco conforto in un libro; un vocabolario, per esempio, un dizionario dei sinonimi e contrari o uno etimologico. Un saggio sull’argomento che mi arrovella. Una enciclopedia, se serve. Certo, anche nella versione online, ci mancherebbe… non sono così antica.
È un criterio che applico sempre, ma ancora di più quando cerco di scrivere un articolo per il mio sito o per terzi, o anche per mettere insieme un post sui social che sia chiaro e non contenga strafalcioni o informazioni inesatte. Perché è facile far rimbalzare informazioni parziali o banali sentito-dire avvalorati solo da una frettolosa ricerca su Internet.
Questo per dire che c’è bisogno – sempre – di una fonte attendibile. Ed essere una fonte attendibile non è così facile; non bastano buona volontà e buona fede. Ci vogliono preparazione, studio, costanza, serietà, applicazione. Si deve, in una parola, essere professionisti. Professionisti che si spendono, fanno ricerche, incrociano dati, raccolgono ed elaborano informazioni, si affidano a loro volta a fonti attendibili (sapendole riconoscere), si confrontano con altri professionisti.

Sia che dobbiate scrivere per mestiere e per diletto, sia che siate curiosi, sia che – semplicemente – il piacere della conoscenza sia una delle massime gioie della vostra vita, quando trovate una fonte così tenetevela stretta.
Il lavoro grande, enorme, monumentale che ha fatto Alessandra Guigoni, antropologa culturale e giornalista di vasta esperienza, compilando la sua Enciclopedia enogastronomica della Sardegna è una di quelle da tenersi strettissime. Una raccolta alfabetica stupefacente di… beh, di qualsiasi cosa vi venga in mente pensando al cibo, alla gastronomia, ai prodotti del territorio, alla biodiversità, alle tradizioni e agli usi relativi alla cucina, alle produzioni agropastorali della Sardegna; il tutto con interessantissimi excursus storici (parti che, secondo me, aggiungono pregio e fascino all’opera).

Alessandra per me è un punto di riferimento solido e affidabile fin da quando ci siamo conosciute una quindicina di anni fa. Ogni volta che mi è capitato di scrivere qualcosa sul cibo in Sardegna – tradizionale o meno e in senso lato – il primo pensiero era… andiamo a vedere cosa ha (già) scritto Guigoni su questa cosa.
I suoi precedenti libri, Antropologia del mangiare e del bere; La lingua dei santi. Cibo e vino nel tempo, tra sacro e mondano; Alla scoperta dell’America in Sardegna. Vegetali americani nell’alimentazione sarda sono sempre stati utilissimi, ma questa Enciclopedia è davvero un pozzo di informazioni incredibile.

Da Appiccadorza (una varietà di mela) agli Aligus (dolcetti al miele e… dritta su dove comprarli); da Erosione genetica a Collezioni microbiche; da Belu (lo stomaco del tonno di corsa) a Caddiu (un vitigno); da Coccoi prena (pane ripieno) a Frigadori (focaccia con patate e cipolle); da Mattalona (varietà di fico) a Niuleddi (dolci natalizi); da Pipiriolos (pasta) a Zichi (pane) passando per le numerosissime varietà caratteristiche della biodiversità sarda di zucche, fagioli, pere, riso, mandorle e via elencando. E poi le descrizioni degli altrettanto numerosi vitigni, alcuni famosi in tutto il mondo, altri a stento conosciuti al di fuori dei tanti microterritori e regioni storiche di cui è composta l’isola.

E i pani quotidiani e rituali, da mangiare e/o da conservare; i dolci di miele, di frutta secca, di sapa, i dolci per le feste, per i matrimoni, i funerali; le meravigliose paste modellate a mano o con attrezzi dalle origini antiche; l’allevamento tradizionale di ovini, suini e bovini; le lavorazioni delle materie prime più semplici in squisite ricette “povere”; le erbe selvatiche, i doni del mare; i mieli preziosi.

Ma anche i negozi storici della Sardegna; la storia affascinante dei primi caffè aperti a Cagliari, Nuoro e Sassari; il valore economico e sociale dei mercati; le abilità perdute e, a volte, ri-scoperte e ri-valorizzate della produzione casalinga del cibo tradizionale. E persino il punto sullo stato della divulgazione enogastronomica, il valore di agriturismi e ristoranti che utilizzano prodotti locali e una panoramica sulle innovazioni in campo agropastorale e sulle contaminazioni inevitabili in un mondo ormai piccolissimo.
E la blue zone, e i contributi di giornalisti ed esperti e persino ricette. Per concludere con un utile indice delle aziende dell’agroalimentare e delle cantine sarde e un altrettanto utile indice dei riferimenti geografici.

Ve l’ho detto, no? È un’opera mo-nu-men-ta-le. Un’opera che, una volta tra le vostre mani, vorrete leggere fino in fondo e poi tornare a consultare ancora, ancora e ancora. Che siate sardi e vogliate recuperare ricordi, o scoprire per la prima volta l’enorme patrimonio di bellezza e bontà che vi circonda; che siate continentali e vogliate farvi trovare preparati la prossima volta che venite a trovarci; che siate professionisti del settore e vogliate avere un riferimento solido, o semplici appassionati del genere enciclopedico (o del genere cibo, ovvio!), l’Enciclopedia enogastronomica della Sardegna di Alessandra Guigoni è un testo che dovete avere.
E come? Niente di più semplice: mentre scrivo (novembre 2025) potete acquistare la versione digitale (purtroppo niente foto in questa versione: quelle che vedete nell’articolo vengono dal mio archivio) a un prezzo veramente conveniente seguendo questo link
