Zuppa di pane e carciofi

zuppa di pane e carciofi

La classica ricetta improvvisata per ottimizzare le risorse che, nel suo piccolo, riesce bene e quindi val la pena condividere. Non è nulla di particolarmente originale, quindi può essere riprodotta in mille modi diversi.

Il pane basta che sia raffermo e con poca mollica, il brodo può essere anche vegetale se non mangiate carne, il formaggio dev’essere un po’… puzzetto (e non si fatica a trovarne in ogni regione); i carciofi possono essere anche toscani, o romani, o veneti.

Naturalmente qui la cosa ha preso una piega molto sarda, perché io avevo:

  • il brodo di pecora uscito dal freezer, che attende la sua periodica sbrinatura e quindi va svuotato,
  • i carciofi spinosi comprati al mercatino Coldiretti, che per sei giorni non ho trovato il tempo di cucinare… erano decisamente stufi di aspettare,
  • il latte in scadenza (qui non c’è molto da dire),
  • alcune spianate (pane piatto, per i non-pratici) lasciate volutamente seccare dopo aver perso freschezza per un uso che, al momento, non era ancora stato determinato,
  • l’ultima fetta di una forma di Fresa (formaggio vaccino, sempre per i non-pratici) che ha allietato la nostra tavola fin da Natale.

Ho messo tutto insieme in una bella pirofila e passato in forno.

Zuppa di pane e carciofi

Zuppa di pane e carciofi

Per 4 persone

4 spianate – Prodotto Agroalimentare Tradizionale – divise in due sfoglie e lasciate opportunamente seccare  

4 carciofi – Carciofo Spinoso di Sardegna Dop

500 ml di latte intero

500 ml circa di brodo di pecora

50 g di burro

50 g di farina di grano tenero

1 fetta di Fresa – Prodotto Agroalimentare Tradizionale

2 grossi pizzichi di formaggio grattugiato vaccino

sale

pepe

za’atar – 1 pizzicone

prezzemolo fresco

aceto di mele (per cuocere i carciofi)

Mondate i carciofi separando capolini e gambi. Riducete questi ultimi a dadini e tagliate i capolini a metà, poi in quarti e infine in ottavi (ma anche in dodicesimi se ci riuscite). Eliminate le barbe interne. Lavate tutto bene e poi gettate gambi e capolini in acqua sobbollente leggermente acidulata con aceto di mele.

Mentre i carciofi cuociono, preparate la besciamella. Sciogliete il burro in un pentolino dal fondo spesso, aggiungete la farina setacciata, un pizzico di sale e un po’ di pepe macinato al momento, poi un pizzico(ne) di za’atar. Lo za’atar è una mia mania; se non vi piace fatene serenamente a meno. Allontanate dal fuoco e mescolate, poi aggiungete il latte – a temperatura ambiente o leggermente scaldato, non freddo di frigorifero, perché fatichereste di più ad amalgamarlo –  piano piano e pochissimo alla volta sempre mescolando. Rimettete sul fuoco e, mescolando continuamente (possibilmente con una spatola), fate addensare.

Tagliate il formaggio a pezzettini. Scolate ben bene i carciofi. Tritate il prezzemolo con un coltello pesante o una mezzaluna.

Accendete il forno e portatelo a 180° in modalità ventilato.

Ungete la pirofila scelta con un po’ di burro.

Stendetevi uno strato di pane – rompendolo per ricoprire il fondo –, aggiungete metà dei carciofi e metà dei formaggi distribuendoli su tutta la superficie, ricoprite con metà della besciamella.

zuppa di pane e carciofi

Sistemate un secondo strato di pane, un secondo di carciofi, poi la besciamella. Concludete con il prezzemolo.

Ora, delicatamente, aggiungete il brodo di pecora a cucchiaiate sopra e intorno al tutto.

Infornate sul ripiano centrale per circa 15 minuti. Poi, per non più di due minuti, spostate la pirofila sul ripiano superiore per fare un po’ di crosticina.

Servite fumante.

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