Minestra (quasi) fredda di pomodori e ciliegie

Minestra (quasi) fredda di pomodori e ciliegie

Non preparo mai volontariamente insalate di pasta o di riso; ho sempre rifuggito quelle orribili (per me, non ne faccio un dramma universale) zuppette di melone anni ’80… o ’90, non so, ho perso il conto. Il gazpacho* gelido, appena uscito dal frigorifero, lo tollero poco e solo nella versione senza pane –  tipo bevanda, stile Donne sull’orlo di una crisi di nervi per capirci, ma, ovviamente, senza aggiunte chimiche – e solo se fuori ci sono almeno 42 gradi.

Detto questo, si capisce che avessi qualche resistenza con questa “versione fantasia” di una minestra fredda. Mi frullava in testa da un po’, ma non mi decidevo. E invece, complici delle cipolle rosa a dir poco straordinarie, l’idea si è rivelata felice. Tanto che l’ho già ripetuta tre volte…

Abilità richiesta pari a zero, servono solo ingredienti freschissimi di primissima qualità. Al mercatino in estate li trovate tutti di sicuro. Ovviamente si può andare a occhio e aggiungere o togliere qualcosa a seconda dei propri gusti, ma le quantità che indico qui sotto sono collaudate e aiutano a bilanciare i sapori.

minestra (quasi) fredda di pomodori e ciliegie

Minestra (quasi) fredda di pomodori e ciliegie

Per 4 persone

500 g circa di pomodori perini (o tondi) molto maturi

300 g circa di ciliegie ben mature

2 piccoli cetrioli freschissimi

1 manciata di brunoise di cipolla rossa o rosata

4 cucchiai di aceto di mele

2 cucchiai d’acqua

2 cucchiai di olio extravergine di oliva

1 pizzicone di sale

un’ombra di peperoncino in polvere (facoltativo)

basilico fresco

minestra (quasi) fredda di pomodori e ciliegie

Fate bollire dell’acqua leggerissimamente salata in un pentolino. Tuffateci i pomodori (1 0 2 per volta), scolateli e pelateli velocemente.

NON devono cuocere, solo perdere la pelle. Se sono ben maturi non serve praticare taglietti prima di immergerli, anzi sarebbe meglio evitare. Poi lasciateli raffreddare.

Mondate le cipolle e ricavate la brunoise. Non state lì a diventar matti, non c’è bisogno di regolarità millimetrica, perché poi va tutto frullato.

Denocciolate le ciliegie. Per non faticare troppo (e sporcare in giro, buttare un sacco di polpa), sarebbe più comodo avere l’attrezzino apposito; ne trovate di ogni tipo, ma scegliete il più semplice e spartano.

Spelate i cetrioli, tagliateli longitudinalmente ed eliminate con cura i semi.

Riprendete i pomodori, ora freddi, apriteli ed eliminate per bene tutti i semi ed eventuali altri piccoli scarti. L’importante è conservare tutta la polpa e il succo; per questo servono pomodori maturi e assolutamente di stagione, di quelli cresciuti nei campi.

Mescolate acqua, aceto di mele, olio e sale. E peperoncino se lo mettete.  

Riunite tutto nel vaso del mixer e frullate ben bene. Anche un frullino a immersione va benissimo, anzi meglio, se lo avete.

Se volete una texture più liscia passate anche al setaccio.

Versate in un contenitore con coperchio e conservate per qualche ora in frigorifero in modo che i sapori si fondano. Riportate la minestra a temperatura ambiente prima di servirla con crostini o fette di pane e, per decorazione, una fogliolina di basilico.

  • Ricette per il gazpacho ne trovare in rete smillantamila; esistono così tante varianti che è impossibile elencarle tutte. Senza contare che la parola stessa “gazpacho” può indicare, a seconda delle latitudini (la Spagna è grande) preparazioni piuttosto diverse. Un buon punto di riferimento rimane Il 1080 recetas de cocina di Simone Ortega, continuamente ristampato da oltre cinquant’anni.

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