{"id":951,"date":"2024-10-25T18:13:20","date_gmt":"2024-10-25T18:13:20","guid":{"rendered":"https:\/\/www.orataspensierata.it\/?p=951"},"modified":"2024-10-25T18:13:21","modified_gmt":"2024-10-25T18:13:21","slug":"carciofo-spinoso-di-sardegna-dop-identita-paesaggio-economia-e-gastronomia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.orataspensierata.it\/?p=951","title":{"rendered":"Carciofo Spinoso di Sardegna Dop: identit\u00e0, paesaggio, economia e gastronomia"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il carciofo \u00e8 coltivato in Sardegna da millenni. Dagli orti famigliari alle coltivazioni intensive e redditizie il passo \u00e8 stato lungo, ma la tutela del marchio Dop, ottenuto per il Carciofo Spinoso nel 2013, ne ha fatto una delle voci in attivo dell\u2019economia isolana.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Carciofo sardo: un po\u2019 di storia<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I carciofi vengono coltivati in Sardegna molto probabilmente dal <strong>tempo dei Fenici (VIII secolo a.C.)<\/strong>; si pu\u00f2 bene dire che, insieme alle diverse variet\u00e0 di cardi selvatici \u2013 botanicamente parenti \u2013, caratterizzino da sempre il paesaggio sardo delle zone pianeggianti, in particolare vicino alla costa. Fino agli anni Venti del XX secolo la coltivazione era limitata agli orti famigliari; oggi gli ettari destinati alla sua coltivazione sono quasi novemilacinquecento con una produzione media per ettaro vicina ai 75 quintali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel XVIII secolo il noto studioso sassarese Andrea Manca dell\u2019Arca cita i carciofi nei suoi scritti in particolare per le virt\u00f9 digestive e, pochi decenni dopo, Vittorio Angius (1797-1862) dice che i carciofi hanno un certo peso economico per le famiglie che li coltivano. \u00c8 solo nel 1929 per\u00f2 che i registri catastali e agricoli evidenziano <strong>l\u2019inizio di una produzione intensiva<\/strong>, destinata al mercato locale ma soprattutto all\u2019esportazione \u201cin continente\u201d.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Caratteristiche, gusto e benefici<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I carciofi sardi sono spinosi, della specie botanica <em>Cynara scolymus<\/em> e la variet\u00e0 pi\u00f9 diffusa \u00e8 quella Bosana, tipica cio\u00e8 di quella zona ricca di acque lungo il fiume Temo \u2013 l\u2019unico fiume navigabile sardo che sfocia in mare presso Bosa \u2013 che viene coltivata nella zona di Sassari, da Alghero a Porto Torres alla valle del Coghinas; nel Sinis (Oristano); nel Sulcis; nel Campidano a sud dell\u2019isola. I mercati pi\u00f9 redditizi, oltre a quello interno, sono le piazze di Milano e Torino, dove i carciofi sardi sono molto richiesti e, soprattutto quando si parla di \u201cprimizie\u201d, venduti al dettaglio a prezzi decisamente elevati. Val la pena sottolineare a questo proposito che il carciofo sardo \u00e8 molto deperibile e delicato: <strong>meglio acquistarlo intero<\/strong>, non gi\u00e0 mondato o privato delle spine e bisogna accertarsi che le foglie siano croccanti e il gambo ben rigido. \u00a0<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"683\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.orataspensierata.it\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/cesto-con-carciofi-683x1024.jpg\" alt=\"Carciofo Spinoso di Sardegna Dop: identit\u00e0, paesaggio, economia e gastronomia\" class=\"wp-image-954\" style=\"width:500px\" srcset=\"https:\/\/www.orataspensierata.it\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/cesto-con-carciofi-683x1024.jpg 683w, https:\/\/www.orataspensierata.it\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/cesto-con-carciofi-200x300.jpg 200w, https:\/\/www.orataspensierata.it\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/cesto-con-carciofi-768x1152.jpg 768w, https:\/\/www.orataspensierata.it\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/cesto-con-carciofi-1024x1536.jpg 1024w, https:\/\/www.orataspensierata.it\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/cesto-con-carciofi-1365x2048.jpg 1365w, https:\/\/www.orataspensierata.it\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/cesto-con-carciofi.jpg 1600w\" sizes=\"auto, (max-width: 683px) 100vw, 683px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il Carciofo Spinoso di Sardegna Dop \u00e8 molto richiesto perch\u00e9 particolarmente pregiato: ha un profumo intenso, che continua a essere percepibile anche dopo il taglio e la mondatura. Ha un sapore deciso e il caratteristico gusto amaro si bilancia bene con la dolcezza di questa cultivar. Le foglie, quelle del cuore in particolare, sono molto tenere e succulente; si possono mangiare anche i gambi. Oltre a queste caratteristiche percepibili all\u2019assaggio, sono <strong>le propriet\u00e0 organolettiche<\/strong> a rendere prezioso il Carciofo Spinoso di Sardegna Dop in termini nutrizionali. Ha pochissime calorie e contiene molta acqua; le fibre solubili sono mucillaggine, pectina e inulina, che svolge una importante funzione prebiotica, ovvero incentiva la formazione di una flora intestinale attiva e sana.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non solo: anche le molte fibre insolubili sono importanti poich\u00e9 riducono il tempo di assorbimento delle sostanze grasse e degli zuccheri nell\u2019intestino. Contiene potassio, sodio, magnesio, calcio, ferro e acidi organici utili a regolare il pH del sangue. I polifenoli, tra cui <strong>la famosa <em>cinarina<\/em><\/strong>, si trovano nel Carciofo Spinoso di Sardegna Dop in una quantit\u00e0 pari o superiore a 50 mg per 100 grammi di prodotto fresco e aiutano le secrezioni biliari del fegato, quindi una corretta eliminazione di colesterolo e acido urico. Un altro componente, l\u2019acido clorogenico, inibisce la formazione di glucosio endogeno. Tutte caratteristiche che, intuite fin dall\u2019antichit\u00e0, oggi sono ampiamente accertate e riconosciute dalla medicina.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Il carciofo: versatilissimo in cucina<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Se il carciofo sardo fa bene alla salute non resta che mangiarlo! Possibilmente al culmine della stagione, ovvero <strong>da dicembre a marzo\/aprile<\/strong>, e in tutti i modi possibili. L\u2019abbinamento a crudo con uno degli ottimi oli extravergini sardi \u00e8 la soluzione pi\u00f9 semplice e permette di assaporare tutte le sfumature di sapore del prodotto fresco (gambi compresi). Se poi si aggiungono sottili fettine di bottarga di muggine e una spruzzata di succo di limone l\u2019antipasto \u00e8 risolto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La cottura altera leggermente il colore brillante del carciofo sardo, ma, di contro, lo rende pi\u00f9 tenero e ne esalta la dolcezza; con olio, aglio, vino bianco e prezzemolo si pu\u00f2 preparare un ottimo contorno. Un altro <strong>abbinamento perfetto<\/strong> \u00e8 quello con la fregula e lo Zafferano di Sardegna Dop (di cui parleremo in un prossimo articolo) in una sorta di minestra semibrodosa. Sono ottimi anche il risotto con i carciofi; la minestra con pane raffermo e carciofi; gli gnocchetti con rag\u00f9 di agnello e carciofi; il pane zichi \u2013 tipico di Bonorva, in provincia di Sassari \u2013 con i carciofi. Sono da provare assolutamente i carciofi tagliati in quarti e fritti in olio di oliva con tanto di gambo.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"683\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.orataspensierata.it\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/carciofaia-683x1024.jpg\" alt=\"Carciofo Spinoso di Sardegna Dop: identit\u00e0, paesaggio, economia e gastronomia\" class=\"wp-image-952\" style=\"width:500px\" srcset=\"https:\/\/www.orataspensierata.it\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/carciofaia-683x1024.jpg 683w, https:\/\/www.orataspensierata.it\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/carciofaia-200x300.jpg 200w, https:\/\/www.orataspensierata.it\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/carciofaia-768x1152.jpg 768w, https:\/\/www.orataspensierata.it\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/carciofaia-1024x1536.jpg 1024w, https:\/\/www.orataspensierata.it\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/carciofaia-1365x2048.jpg 1365w, https:\/\/www.orataspensierata.it\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/carciofaia.jpg 1600w\" sizes=\"auto, (max-width: 683px) 100vw, 683px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tradizionali e amatissimi sono poi alcuni piatti forti, come la <em>panadas<\/em> con i carciofi; agnello e carciofi o, in versione vegetariana, carciofi e patate: un vero banco di prova per chi voglia definirsi una buona cuoca sarda. Un altro modo per gustare il <strong>meraviglioso sapore del carciofo Spinoso di Sardegna Dop<\/strong> \u00e8 quello di conservare capolini teneri e gambi sott\u2019olio, ovviamente applicando le dovute precauzioni igieniche. <\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Carciofo Spinoso di Sardegna Dop: il Consorzio e le sagre<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Esiste un <strong>Consorzio di tutela del Carciofo Spinoso di Sardegna Dop<\/strong>,<em> <\/em>che \u00e8 un organismo senza scopo di lucro che controlla l\u2019intera filiera produttiva e commerciale. Vi aderiscono produttori, confezionatori e trasformatori e la sede \u00e8 a Santa Maria Coghinas, in provincia di Sassari. E c\u2019\u00e8 anche la possibilit\u00e0 di partecipare a bellissimi eventi legati al carciofo: in primavera a Ittiri (Sassari) e a Samassi (Sud Sardegna) si tengono due rinomate e frequentatissime sagre durante le quali \u00e8 possibile assistere a conferenze, partecipare a degustazioni e assaggiare piatti a base di carciofo, dall\u2019insalata al gelato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il carciofo \u00e8 coltivato in Sardegna da millenni. 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