{"id":417,"date":"2024-09-26T12:02:27","date_gmt":"2024-09-26T12:02:27","guid":{"rendered":"https:\/\/www.orataspensierata.it\/?p=417"},"modified":"2024-11-16T17:57:53","modified_gmt":"2024-11-16T17:57:53","slug":"due-parole-sulle-melagrane","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.orataspensierata.it\/?p=417","title":{"rendered":"Due parole sulle melagrane"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dire due parole sulle melagrane e sugli esili alberi che le portano \u00e8 impossibile. Nel senso che due parole non bastano; bisognerebbe scrivere un libro intero, perch\u00e9 <strong>la melagrana ha una storia luuuunga e piena di risvolti interessanti.<\/strong> <\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Frutti letterari<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Io si pu\u00f2 dire che abbia scoperto le melagrane a venticinque anni, qui in Sardegna, quando mi sono trovata a raccoglierle, in una splendida campagna settembrina, direttamente dall\u2019albero per farne ghirlande nuziali. Fino ad allora per me erano state frutti un po\u2019 alieni che comparivano giusto giusto a Natale negli <strong>ortolani pi\u00f9 chic di Milano<\/strong> e che erano pi\u00f9 centrotavola e decorazioni che cibo. Insomma, le avevo incontrate pi\u00f9 nei libri durante gli studi, che sugli alberi.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"768\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.orataspensierata.it\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/melagrana-2-768x1024.jpg\" alt=\"Due parole sulle melagrane\" class=\"wp-image-418\" style=\"width:500px\" srcset=\"https:\/\/www.orataspensierata.it\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/melagrana-2-768x1024.jpg 768w, https:\/\/www.orataspensierata.it\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/melagrana-2-225x300.jpg 225w, https:\/\/www.orataspensierata.it\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/melagrana-2-1152x1536.jpg 1152w, https:\/\/www.orataspensierata.it\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/melagrana-2-1536x2048.jpg 1536w, https:\/\/www.orataspensierata.it\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/melagrana-2.jpg 1800w\" sizes=\"auto, (max-width: 768px) 100vw, 768px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Origini remotissime<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Intanto, ecco, l\u2019albero. Botanicamente parlando, \u00e8 il\u00a0<em>Punica granatum<\/em>, attualmente \u2013 dopo la ormai famosa revisione della classificazione \u2013 \u00e8 inserito nella famiglia delle\u00a0<em>Lythraceae<\/em>. Precedentemente stava tra le\u00a0<em>Punicaceae<\/em>\u00a0in compagnia del solo\u00a0<em>Punica Protoponica<\/em>, un alberello \u2013 tra l\u2019altro in forte pericolo di estinzione \u2013 dell\u2019isola di Socotra, in Yemen. Alcuni <strong>dicono sia originario delle regioni dell\u2019Himalaya<\/strong>, altri del medio Oriente (nord della Persia\/Iran), altri ipotizzano che sia autoctono del bacino mediterraneo. Sta di fatto che esemplari selvatici dalle caratteristiche specifiche vivono in tutte queste regioni e il suo addomesticamento \u00e8 antichissimo, quindi non si sa bene chi ha cominciato e dove.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E sta anche di fatto che il melograno sia un albero parco, di pochissime pretese, resistentissimo alla siccit\u00e0, ma anche al freddo, <strong>adattissimo all\u2019aridocoltura e ad arginare la desertificazione dei territori<\/strong>. E quindi uno di quelli che, potenzialmente, vista la prodigalit\u00e0 con cui elargisce i suoi frutti, ottimi e succosi, ci salver\u00e0. Non solo: la sua corteccia ha propriet\u00e0 medicamentose conosciute da sempre, le membrane che circondano i semi si sono sempre usate per la concia delle pelli e per produrre tinture e inchiostri.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"756\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.orataspensierata.it\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/melagrane-cesto-756x1024.jpg\" alt=\"Due parole sulle melagrane\" class=\"wp-image-419\" style=\"width:500px\" srcset=\"https:\/\/www.orataspensierata.it\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/melagrane-cesto-756x1024.jpg 756w, https:\/\/www.orataspensierata.it\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/melagrane-cesto-221x300.jpg 221w, https:\/\/www.orataspensierata.it\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/melagrane-cesto-768x1041.jpg 768w, https:\/\/www.orataspensierata.it\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/melagrane-cesto-1133x1536.jpg 1133w, https:\/\/www.orataspensierata.it\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/melagrane-cesto-1511x2048.jpg 1511w, https:\/\/www.orataspensierata.it\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/melagrane-cesto.jpg 1771w\" sizes=\"auto, (max-width: 756px) 100vw, 756px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Molte virt\u00f9, poche calorie<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I frutti, oltre a essere bellissimi, sono una bomba di vitamine A, C, E, K; di niacina, tiamina, riboflavina; di magnesio, potassio, fosforo, calcio, zinco, ferro e selenio pi\u00f9 un sacco di altre cosette meno famose. E 100 grammi di polpa (ed \u00e8 tanta, mondata dai semi!) hanno in media 63 calorie. La stagione ideale per consumarli \u00e8 quella autunnale, diciamo da ottobre, anche se alcuni alberi possono essere gi\u00e0 carichi di frutti a fine agosto. L\u2019importante \u00e8 <strong>coglierli al momento giusto <\/strong>e, se si coltivano melograni, non serve bagnarli (altrimenti i frutti si fessurano aprendo la porta agli insetti: occhio alle \u201cforbicette\u201d!) ma assicurare loro un po\u2019 di umidit\u00e0 con la giusta pacciamatura, o anche solo sistemando delle pietre porose alla base del tronco.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il succo \u00e8 acidulo e dolce allo stesso tempo, molto rinfrescante, amato da sempre; ma \u00e8 il carico di simboli che la melagrana si porta dietro fin dalla notte dei tempi a renderla ancora pi\u00f9 interessante. Un frutto rosso, che viene da fiori rossi, che, aperto, \u00e8 rosso e umido, con un profumo inebriante non poteva che accendere <strong>la fantasia dell\u2019uomo<\/strong>, facendolo diventare un simbolo femminile di sessualit\u00e0 feconda, di rinascita.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"683\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.orataspensierata.it\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/melagrane-e-alloro-683x1024.jpg\" alt=\"Due parole sulle melagrane\" class=\"wp-image-420\" style=\"width:500px\" srcset=\"https:\/\/www.orataspensierata.it\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/melagrane-e-alloro-683x1024.jpg 683w, https:\/\/www.orataspensierata.it\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/melagrane-e-alloro-200x300.jpg 200w, https:\/\/www.orataspensierata.it\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/melagrane-e-alloro-768x1152.jpg 768w, https:\/\/www.orataspensierata.it\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/melagrane-e-alloro-1024x1536.jpg 1024w, https:\/\/www.orataspensierata.it\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/melagrane-e-alloro-1365x2048.jpg 1365w, https:\/\/www.orataspensierata.it\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/melagrane-e-alloro.jpg 1600w\" sizes=\"auto, (max-width: 683px) 100vw, 683px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Suggestioni e simboli <\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La melagrana era attributo di Iside, dea della magia, della fertilit\u00e0 e della maternit\u00e0, una delle divinit\u00e0 pi\u00f9 importanti del pantheon egizio. Era <strong>legata al mito di Demetra<\/strong>, figlia di Crono, sorella di Zeus e dea della terra \u2013 come Poseidone, suo fratello, lo era del mare \u2013\u00a0\u00a0della natura e delle messi, e di sua figlia Persefone la quale, incauta, mangi\u00f2 chicchi di melagrana nel mondo sotterraneo rimanendovi imprigionata per alcuni mesi l\u2019anno \u201cinventando\u201d cos\u00ec l\u2019inverno\u2026 ma anche la primavera, al suo ritorno presso la madre.\u00a0<br>\u00a0<br>I Romani chiamavamo la melagrana\u00a0<em>malus punicam<\/em>\u00a0(da l\u00ec Linneo, nel XVIII secolo, fece derivare il nome) non perch\u00e9 sapessero per certo che i melograni fossero di origine punica, ovvero nordafricana, ma solo perch\u00e9 da quelle parti ne crescevano in abbondanza. Cesti di melagrane erano portati in processione in tutte le (numerose) feste in onore della <strong>dea Cerere<\/strong>, ma erano presenti anche in tutte quelle (numerosissime) manifestazioni e rituali legati ai cicli della natura e del lavoro nei campi.\u00a0<br>\u00a0<br>La cultura cristiana and\u00f2 liscia nell\u2019attribuire la melagrana a Maria; era pur sempre una donna, e i numerosi semi chiusi dentro il frutto divennero <strong>simbolo di unit\u00e0 e fedelt\u00e0<\/strong>. Il succo, facilmente associato al sangue, fu simbolo di martirio, mentre i numerosissimi semi simboleggiarono la propagazione della parola di Dio. Le opere d\u2019arte, pittoriche e non solo, che ritraggono Maria con una melagrana in mano non si contano: la Madonna della Melagrana di Jacopo della Quercia di inizio XV secolo, quella di Botticelli della fine del secolo, e quella attribuita a Leonardo da Vinci degli anni centrali del medesimo. Ma, in realt\u00e0, melagrane appaiono anche <strong>nell\u2019antico testamento<\/strong>, in particolare nel Cantico dei Cantici, dove la simbologia \u00e8 chiarissima e non castissima. O forse s\u00ec: interpretatela come volete, tanto sono duemila anni che lo fanno tutti.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il melograno \u00e8 di certo l\u2019albero del Paradiso secondo il Corano, e ci sono alcuni studiosi che ipotizzano che anche <strong>Adamo, Eva e il ssssserpente<\/strong> si siano incontrati fatalmente sotto un melograno e non sotto un banale melo. E Ganesha? Il simpatico dio del pantheon induista con la testa di elefante monozannuto, a cui si attribuisce la facolt\u00e0 di rimuovere tutti gli ostacoli, ha molti nomi e uno di questi \u00e8 <em>Bijapuraphalasakta<\/em>, ovvero&nbsp;<em>colui che ama la frutta dai molti semi<\/em>. Saranno questi le melagrane?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E poi arriva Garcia Lorca nel 1921:\u00a0<em>La\u00a0<strong>granada<\/strong>\u00a0es como un seno (\u2026) la\u00a0<strong>granada<\/strong>\u00a0es coraz\u00f3n (\u2026) la\u00a0<strong>granada<\/strong>\u00a0es la sangre (\u2026) porque eres luz de la vida, hembra de las frutas\u2026\u00a0<\/em>E, in mezzo, secoli di arte, poesia, letteratura, esoterismo, massoneria.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Se i valori simbolici sono stati vivi e presenti per tutto il corso della storia nel mondo occidentale, cos\u00ec non si pu\u00f2 dire di quelli culinari. Il gusto di berne <strong>il succo<\/strong> con l\u2019avvicinarsi dell\u2019anno Mille and\u00f2 via via scemando; nel Medioevo i chicchi venivano aggiunti quasi soltanto ai ripieni di carne di volatili e selvaggina e, nel corso dei secoli \u2013 e ancor oggi \u00e8 cos\u00ec \u2013, si cominci\u00f2 a utilizzare quasi esclusivamente il succo per farne sciroppi a complemento di sorbetti, gelati e granite. I chicchi interi spuntano a Natale come decorazioni di insalate e creme dolci.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"683\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.orataspensierata.it\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/succo-di-melagrana-1-683x1024.jpg\" alt=\"Due parole sulle melagrane\" class=\"wp-image-421\" style=\"width:500px\" srcset=\"https:\/\/www.orataspensierata.it\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/succo-di-melagrana-1-683x1024.jpg 683w, https:\/\/www.orataspensierata.it\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/succo-di-melagrana-1-200x300.jpg 200w, https:\/\/www.orataspensierata.it\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/succo-di-melagrana-1-768x1152.jpg 768w, https:\/\/www.orataspensierata.it\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/succo-di-melagrana-1-1024x1536.jpg 1024w, https:\/\/www.orataspensierata.it\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/succo-di-melagrana-1-1365x2048.jpg 1365w, https:\/\/www.orataspensierata.it\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/succo-di-melagrana-1.jpg 1600w\" sizes=\"auto, (max-width: 683px) 100vw, 683px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">In cucina: la magia della melassa<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nella cucina mediorientale ed egiziana, invece, la melagrana \u00e8 ancora \u201cun ingrediente\u201d in innumerevoli insalate; con le melanzane calde o fredde, intere o in crema; nei ripieni in cui si mischiano carni \u2013 soprattutto agnello \u2013 verdure e frutta. Il succo \u00e8 amatissimo come ingrediente della marinatura delle carni e poi c\u2019\u00e8 la melassa. La <strong>melassa di melagrana<\/strong> \u00e8 onnipresente: il succo puro \u2013 senza n\u00e9 zucchero, n\u00e9 limone \u2013 viene fatto sobbollire fino a che non si addensa, tutto qui. Il gusto acidulo e dolce, fresco e terroso nello stesso tempo \u00e8 meraviglioso: \u00e8 una di quelle cose che d\u00e0 dipendenza. Io l\u2019ho scoperta anni fa e non ne posso pi\u00f9 fare a meno.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Raccogliere il succo delle melagrane per poi, eventualmente, se ne avete davvero tanto, darvi alla preparazione della melassa, \u00e8 facilissimo. Nessuna abilit\u00e0 particolare, solo tanta, <strong>tanta pazienza<\/strong>. Alcuni suggeriscono di spremere i frutti tagliati in due come fossero arance in un normale spremiagrumi, anche elettrico, ma \u00e8 una fatica fisica immane, perch\u00e9 le melagrane non si lasciano manipolare senza opporre resistenza, credetemi\u2026, e poi si sporca ovunque e si disperde un sacco di succo prezioso.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La soluzione migliore per preservarvi le braccia e la cucina \u00e8 sgranare con calma i frutti, raccogliere tutti i chicchi in una o pi\u00f9 insalatiere e poi, pochi per volta, <strong>frullarli nel mixer<\/strong>. Filtrare attraverso un colino a maglia fittissima \u2013 ottimo quello per tisane e camomilla \u2013 direttamente in barattoli (perfetti quelli alti e stretti della passata di pomodoro) o bottiglie aiutandosi con un imbuto. Infine raccogliere i semi rimasti in un colino pi\u00f9 grande e pressarli dolcemente ma fermamente sopra una ciotola raccogliendo ancora un po\u2019 di succo. Imbottigliate subito anche questo: non si deve ossidare. Va poi conservato in frigorifero.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"683\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.orataspensierata.it\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/succo-di-melagrana-2-683x1024.jpg\" alt=\"Due parole sulle melagrane\" class=\"wp-image-422\" style=\"width:500px\" srcset=\"https:\/\/www.orataspensierata.it\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/succo-di-melagrana-2-683x1024.jpg 683w, https:\/\/www.orataspensierata.it\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/succo-di-melagrana-2-200x300.jpg 200w, https:\/\/www.orataspensierata.it\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/succo-di-melagrana-2-768x1152.jpg 768w, https:\/\/www.orataspensierata.it\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/succo-di-melagrana-2-1024x1536.jpg 1024w, https:\/\/www.orataspensierata.it\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/succo-di-melagrana-2-1365x2048.jpg 1365w, https:\/\/www.orataspensierata.it\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/succo-di-melagrana-2.jpg 1600w\" sizes=\"auto, (max-width: 683px) 100vw, 683px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Combattendo con la tentazione di berlo a bicchieroni, per preparare la melassa versatelo in una casseruola dal fondo spesso e lasciatelo consumare su fuoco dolcissimo (usate una retina spargifiamma) rimestando di continuo. Quando avr\u00e0 <strong>la consistenza dello sciroppo<\/strong> la vostra melassa di melagrana \u00e8 pronta. Chiudetela subito in bottiglie di vetro nero (o marrone, comunque molto scuro) e poi usatela sulle insalate, sulle verdure, sulla frutta, sul pesce, sulle vellutate, sul gelato, sul formaggio, sulla ricotta, ovunque!<br>\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dire due parole sulle melagrane e sugli esili alberi che le portano \u00e8 impossibile. 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