{"id":1593,"date":"2024-12-04T11:03:55","date_gmt":"2024-12-04T11:03:55","guid":{"rendered":"https:\/\/www.orataspensierata.it\/?p=1593"},"modified":"2024-12-08T17:42:19","modified_gmt":"2024-12-08T17:42:19","slug":"mirto-il-principe-della-macchia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.orataspensierata.it\/?p=1593","title":{"rendered":"Mirto: il principe della macchia"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il mirto (<em>Myrtus communi) <\/em>\u00e8 una pianta diffusissima in Sardegna, della quale si utilizzano, da sempre e per molti scopi diversi, bacche, foglie, rami e persino radici. Profuma l\u2019aria dell\u2019isola; \u00e8 indispensabile in cucina; utile nella medicina tradizionale e nella cosmetica, ma \u00e8 noto soprattutto perch\u00e9 se ne ricava il famoso liquore Mirto di Sardegna Tradizionale.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>I molti nomi di una pianta diffusissima<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il mirto &#8211; <em>Myrtus communis<\/em> pianta aromatica sempreverde secondo la mitologia classica cara a Venere &#8211; cresce spontaneo in tutte le regioni, italiane e non, affacciate sul Mediterraneo. In Sardegna \u00e8 diffuso ovunque: dalle coste pi\u00f9 basse fino alla mezza montagna; lo si trova in boschetti fitti o mischiato alle altre essenze della macchia e, a seconda delle zone, prende nomi diversi: <em>mulsta<\/em>; <em>multa<\/em>; <em>murta<\/em>; <em>murtiu<\/em>; <em>murtizzu<\/em>; <em>muta<\/em>, ma anche <em>murtin<\/em>, <em>murtauccia<\/em>, <em>murtaurci<\/em>, <em>murtaucci<\/em>. E l\u2019elenco potrebbe continuare, ma basta per far capire come la presenza del mirto sia diffusa e connaturata in tutti i luoghi della Sardegna. Il profumo del mirto \u00e8 per tutti, insieme a quello dell&#8217;elicriso (<em>Helichrysum italicum<\/em>), <strong>il principe dei profumi della Sardegna<\/strong>. Il mirto profuma quando a giugno si schiudono i bellissimi e delicatissimi fiori bianchi a cinque petali; in estate quando le foglie, verde scuro e appuntite, nascondono le bacche ancora acerbe; in novembre quando le bacche \u2013 biancoverdi nella variet\u00e0 bianca o nero opaco bluastro nella variet\u00e0 nera \u2013 sono mature e cariche di succo.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Il mirto di Sardegna: gli usi nella medicina popolare<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per Greci e Romani il mirto era <strong>simbolo di amore e purezza<\/strong>, ma erano note fin dal IV secolo a.C. anche le sue propriet\u00e0 curative: con le bacche fresche o secche si curavano le emorragie, il succo si mescolava a vino caldo per avere effetti digestivi e diuretici, oppure si applicava esternamente come antisettico e astringente. Le propriet\u00e0 antisettiche erano sfruttate anche in cucina per allungare la conservabilit\u00e0 dei cibi. Nel Medioevo il mirto veniva usato non solo in campo farmacologico, ma anche per produrre unguenti, profumi e persino inchiostri. Con i fiori si preparava per distillazione la cosiddetta <em>acqua degli angeli<\/em>, molto rinomata per la cura della pelle: pare che fosse ottima come antirughe.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"683\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.orataspensierata.it\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/mirto-bacche-683x1024.jpg\" alt=\"mirto: il principe della macchia\" class=\"wp-image-1594\" style=\"width:500px\" srcset=\"https:\/\/www.orataspensierata.it\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/mirto-bacche-683x1024.jpg 683w, https:\/\/www.orataspensierata.it\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/mirto-bacche-200x300.jpg 200w, https:\/\/www.orataspensierata.it\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/mirto-bacche-768x1152.jpg 768w, https:\/\/www.orataspensierata.it\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/mirto-bacche-1024x1536.jpg 1024w, https:\/\/www.orataspensierata.it\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/mirto-bacche-1365x2048.jpg 1365w, https:\/\/www.orataspensierata.it\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/mirto-bacche.jpg 1600w\" sizes=\"auto, (max-width: 683px) 100vw, 683px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La <strong>medicina popolare <\/strong>sarda si \u00e8 sempre servita di tutte le parti della pianta: le propriet\u00e0 antisettiche delle foglie, bruciate nelle stanze, servivano a disinfettare l\u2019aria e venivano utilizzate per preparare decotti utili per molti malanni, non ultimo il morso di animali velenosi come i ragni (in Sardegna non esistono serpenti velenosi). Il succo delle bacche veniva utilizzato per la cura dei capelli neri; la corteccia per la concia delle pelli. La pianta in s\u00e9 era comunque amata dai pastori perch\u00e9 era \u2013 essendo un sempreverde \u2013 sempre disponibile come foraggio per pecore e capre.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Il suo luogo d\u2019elezione \u00e8 la cucina<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma \u00e8 in cucina che, da tempi remotissimi fino ai giorni nostri, il mirto trova il suo impiego pi\u00f9 vario: viene utilizzato per aromatizzare carni, pesci, formaggi, salumi, liquori e dolci. \u00c8 impossibile immaginare <strong>un maialetto o un agnello arrosto senza un letto di rami di mirto<\/strong> ad accoglierli. Alcuni pastori ancor oggi avvolgono i formaggi freschi \u2013 prodotti per uso famigliare \u2013 in giovani rami di mirto per il loro potere conservante, ma anche per trasmetterne l\u2019aroma al formaggio. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">C\u2019\u00e8 anche una ricetta per cucinare <strong><em>sa pudda <\/em>(gallina)<\/strong> che prevede di lessarla con i normali odori, poi ricoprirla di rametti di mirto e avvolgerla strettamente in un canovaccio perch\u00e9 si insaporisca. Verr\u00e0 consumata fredda il giorno dopo, oppure verr\u00e0 disossata e conservata coperta con olio e altro mirto per essere consumata come antipasto. Il mirto, comunque, si presta, come quasi tutte le erbe aromatiche, a moltissimi usi e quindi \u00e8 utilizzato anche nella produzione di marmellate e dolci, magari in abbinamento con il cioccolato; ma si tratta di ricette relativamente recenti.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Dalle bacche al liquore<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un prodotto che, invece, ha una tradizione consolidata, tanto da essere nella lista dei Pat (Prodotti Agroalimentari Tradizionali) della Sardegna \u00e8 il liquore di mirto, chiamato <strong>Mirto di Sardegna Tradizionale<\/strong>. Le bacche necessarie alla produzione devono essere spontanee, raccolte direttamente dalla pianta (non da terra) al massimo grado di maturazione e devono essere immerse in una soluzione idroalcolica senza aggiunta di altri aromatizzanti o conservanti per non meno di due settimane. Si pu\u00f2 aggiungere zucchero o miele in proporzioni variabili e il grado alcolico finale non deve superare i 36\u00b0 volumetrici. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Se esiste una ricetta ufficiale, esistono di fatto anche decine di varianti personali e famigliari e alcuni trucchi e segreti per il \u201cliquore perfetto\u201d, che \u00e8 molto amato e praticamente onnipresente. Soprattutto in estate, quando viene <strong>servito freddo e persino ghiacciato<\/strong> a fine pasto o, secondo una moda recente, diventa ingrediente di cocktail fantasiosi e&#8230; molto alcolici.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il mirto (Myrtus communi) \u00e8 una pianta diffusissima in Sardegna, della quale si utilizzano, da sempre e per molti scopi diversi, bacche, foglie, rami e persino radici. 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