{"id":1002,"date":"2024-11-01T18:33:20","date_gmt":"2024-11-01T18:33:20","guid":{"rendered":"https:\/\/www.orataspensierata.it\/?p=1002"},"modified":"2025-06-13T18:17:05","modified_gmt":"2025-06-13T18:17:05","slug":"il-miele-in-sardegna-e-dolce-o-amaro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.orataspensierata.it\/?p=1002","title":{"rendered":"Il miele in Sardegna \u00e8 dolce o amaro?"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La Sardegna \u00e8 una terra fiorita: le primavere sarde sono stupefacenti e, ogni anno, regalano spettacoli entusiasmanti e sempre nuovi. La particolare esuberanza della biodiversit\u00e0 vegetale sarda, favorita dal clima mediterraneo, offre bellezza e nutrimento non solo a noi, ma anche alle api. Il prodotto principale del loro incessante lavoro, il miele, \u00e8 ricercato e consumato dall\u2019uomo fin da tempi remotissimi.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Il miele in Sardegna: da Aristeo agli <em>ortus de abis<\/em> ai giorni nostri<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La domesticazione delle famiglie di api nell\u2019area del Mediterraneo risale a diversi millenni fa, ma la raccolta del miele delle api selvatiche era praticata certamente anche prima. \u00c8 nota <strong>la leggenda di Aristeo<\/strong>, un eroe vagabondo, il quale portava con s\u00e9 le conoscenze tecniche per la lavorazione del latte, la coltivazione di ulivo e vite e per l\u2019apicoltura e che sarebbe passato anche dalla Sardegna rendendola terra di pastori, di coltivatori e&#8230; di apicoltori. Si sarebbe fermato in una localit\u00e0 nei pressi di Oliena (Nuoro), che, non per nulla, mantiene il toponimo <em>Vidda \u2019e su medde<\/em> (paese del miele).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Del miele sardo, e delle sue particolari note amare, parlano Orazio e il contemporaneo Virgilio, entrambi poeti romani, nel I secolo a.C., ma la grande diffusione dell\u2019apicoltura fu <strong>caratteristica del Medioevo<\/strong>; in particolare nell\u2019ambito dei monasteri, dove si curavano gli <em>ortus de abis<\/em>. Il miele \u00e8 citato in Sardegna nei <em>condaghi<\/em> (raccolte di documenti amministrativi) come quello di Santa Maria di Bonarcado (Sassari), dove, in alcuni passaggi, si parla di <em>apiaresos<\/em>, indubbiamente gli apicoltori. Pi\u00f9 tardi, nel XVII secolo, diversi sono i documenti redatti da viaggiatori e commercianti spagnoli che parlano sia di miele, sia dei molti dolci che le abili mani delle donne sarde ne sapevano ricavare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A quei tempi l\u2019apicoltura prevedeva l\u2019uso del <em>casiddu<\/em>, ovvero un bugno, <strong>un\u2019arnia rustica<\/strong> costituita da un grande cilindro ricavato da un lembo di corteccia di sughera chiuso con chiodi di legno o cucito con giunchi, che veniva posizionato sull\u2019albero dove le api erano solite nidificare, fino a che non ne erano attratte e iniziavano a colonizzarlo. Quando la migrazione della famiglia era completa, il bugno veniva sistemato in un luogo pi\u00f9 controllabile; in seguito, per estrarre il miele, il cilindro doveva, necessariamente, essere disfatto. Solo nell\u2019Ottocento furono introdotte <strong>le arnie a telaini <\/strong>ancor oggi in uso, ma in alcune zone l\u2019apicoltura tradizionale con i bugni fu praticata fino a pochi decenni fa.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"659\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.orataspensierata.it\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/pane-e-miele-659x1024.jpg\" alt=\"Il miele in Sardegna \u00e8 dolce o amaro?\" class=\"wp-image-1004\" style=\"width:500px\" srcset=\"https:\/\/www.orataspensierata.it\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/pane-e-miele-659x1024.jpg 659w, https:\/\/www.orataspensierata.it\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/pane-e-miele-193x300.jpg 193w, https:\/\/www.orataspensierata.it\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/pane-e-miele-768x1193.jpg 768w, https:\/\/www.orataspensierata.it\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/pane-e-miele-989x1536.jpg 989w, https:\/\/www.orataspensierata.it\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/pane-e-miele-1318x2048.jpg 1318w, https:\/\/www.orataspensierata.it\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/pane-e-miele.jpg 1545w\" sizes=\"auto, (max-width: 659px) 100vw, 659px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Oggi in tutta la Sardegna si producono a scopi commerciali circa 15mila quintali all\u2019anno di miele di qualit\u00e0 elevata e di varie essenze, tutte spontanee, come eucalipto, agrumi, rosmarino, erica, cisto, cardo, asfodelo, sulla, castagno, mirto, timo, lavanda, trifoglio, corbezzolo. Tra questi, <strong>il miele di rosmarino<\/strong> \u00e8 classificato come Pat (Prodotto Tradizionale della Sardegna) e deve provenire da api che abbiano pascolato esclusivamente in febbraio e marzo in zone di vegetazione spontanea non contaminate da pesticidi o altre sostanze chimiche.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Legami <strong>e fiori di corbezzolo<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il miele in generale \u00e8 cos\u00ec amato e cos\u00ec legato ai sardi e alla loro storia, che molti sono i cognomi diffusi in tutta l\u2019isola che ricordano il miele e le api: Medde, Mele, Melis, Abe, Melinu&#8230; e innumerevoli gli usi che se fanno <strong>nella medicina popolare<\/strong>, nella cosmesi, nella cucina in generale e nella preparazione dei dolci in particolare. Dalla semplice foglia di lattuga fresca e croccante con un po\u2019 di miele colato sopra, alla <em>seada<\/em>, il dolce di pasta violata (con lo strutto), ripieno di formaggio, fritto e ricoperto di miele; dall\u2019<em>aranzada<\/em>, fatta di scorze di arancia confettate con il miele ai <em>gatt\u00f2<\/em> con le mandorle, al torrone. &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma \u00e8 il <strong>miele di corbezzolo<\/strong> a essere, pi\u00f9 di tutti, nel cuore dei sardi. Il miele amaro. Il miele amaro divenuto persino un simbolo, un modo di identificarsi dopo la pubblicazione dell\u2019opera di Salvatore Cambosu (1895-1962) intitolata <em>Miele amaro<\/em>, che non \u00e8 romanzo e nemmeno un saggio, ma una raccolta di materiale storico, etnologico e letterario sulla Sardegna molto apprezzata dagli intellettuali del tempo, che la definirono un \u201ccatalogo dell\u2019identit\u00e0 sarda<em>\u201d<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"683\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.orataspensierata.it\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/corbezzolo-683x1024.jpg\" alt=\"Il miele in Sardegna \u00e8 dolce o amaro?\" class=\"wp-image-1005\" style=\"width:500px\" srcset=\"https:\/\/www.orataspensierata.it\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/corbezzolo-683x1024.jpg 683w, https:\/\/www.orataspensierata.it\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/corbezzolo-200x300.jpg 200w, https:\/\/www.orataspensierata.it\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/corbezzolo-768x1152.jpg 768w, https:\/\/www.orataspensierata.it\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/corbezzolo-1024x1536.jpg 1024w, https:\/\/www.orataspensierata.it\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/corbezzolo-1365x2048.jpg 1365w, https:\/\/www.orataspensierata.it\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/corbezzolo.jpg 1600w\" sizes=\"auto, (max-width: 683px) 100vw, 683px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Fiorisce di campanelle di cera nelle macchie il corbezzolo carico di frutti maturi di un anno fa, e tu mangiane uno solo per lasciarli alle api che ti daranno il miele amaro, che \u00e8 tanto raro, e <\/em>ci ha dato un nome al mondo<em>, come diceva fra Raimondo del convento di Bonorva&#8230;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il miele di corbezzolo si produce in tutta la Sardegna, anche se la zona dove si concentra il maggior numero di produttori \u00e8 <strong>la Gallura<\/strong> (nord-est dell\u2019isola). La produzione \u00e8 tardiva, ovvero la raccolta del nettare avviene dal tardo autunno fino a febbraio, ed \u00e8 grandemente condizionata dalle condizioni meteorologiche; non sono rarissimi gli anni in cui il miele di corbezzolo \u00e8 praticamente introvabile a causa della produzione esigua. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il corbezzolo (<em>Arbutus unedo<\/em>, della famiglia delle ericacee) \u00e8 poi una pianta selvatica, che cresce in grande quantit\u00e0, ma spesso mescolata ad altre essenze e quindi <strong>non sempre facile da raggiungere<\/strong> per le api. Fino agli anni Ottanta del secolo scorso il miele di corbezzolo non veniva prodotto in modo selettivo e, tantomeno, veniva commercializzato. Columella, agronomo romano del I secolo d.C., nel suo trattato <em>De Rustica<\/em> lo definisce <em>il peggiore miele in assoluto <\/em>e molti apicoltori gli hanno dato ragione per secoli, decidendo persino di disfarsene, o di usarlo per l\u2019alimentazione degli animali; oggi, invece, compresone il valore, \u00e8 diventato <strong>prezioso<\/strong>. \u00c8 una rarit\u00e0 molto richiesta, utilizzata anche a scopo terapeutico.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il miele di corbezzolo \u00e8 color ambra allo stato liquido, ma cristallizza in fretta e allora diventa nocciola chiaro, con sfumature biancogrige. Come tutti i mieli \u00e8 considerato un<strong> <em>superfood<\/em><\/strong> perch\u00e9 nella sua composizione rientrano carboidrati, proteine e vitamine, flavonoidi, polifenoli e molecole antiossidanti; ma il miele di corbezzolo ha in particolare propriet\u00e0 antisettiche, antiinfiammatorie, antiasmatiche e antiinfluenzali ed \u00e8 indicato per lenire bronchiti e febbri. L\u2019odore e il sapore sono davvero particolari, molto intensi e persistenti in bocca, <strong>con note evidentemente amare e persino astringenti<\/strong>. Insomma: pu\u00f2 non piacere e, comunque, non \u00e8 un miele da utilizzare a colazione, spalmato su una banale fetta biscottata.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il suo <strong>uso in cucina<\/strong> pu\u00f2 essere molto interessante: in abbinamento con il formaggio pecorino o caprino, stagionato o pi\u00f9 fresco ma sciolto al calore del fuoco; sulle <em>seadas<\/em> o nella preparazione del torrone con le noci; ma anche con la carne di capra arrosto o sulla cotenna del maialetto per accentuarne la doratura e la croccantezza; con il lardo o semplicemente su una fetta di pane <em>civraxiu<\/em> appena riscaldata vicino al caminetto.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Sardegna \u00e8 una terra fiorita: le primavere sarde sono stupefacenti e, ogni anno, regalano spettacoli entusiasmanti e sempre nuovi. 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